Applicazione · Centrali di betonaggio
L'umidità degli aggregati determina il rapporto a/c effettivo, e quindi la resistenza del calcestruzzo
L'industria italiana del calcestruzzo preconfezionato ha oltre 1.500 centrali di betonaggio attive (dati ATECAP), con una produzione annua di circa 30 milioni di m³ di calcestruzzo strutturale per l'edilizia, le infrastrutture, le grandi opere. Tutte le centrali italiane che producono calcestruzzo strutturale per la marcatura CE devono operare in conformità a UNI EN 206:2021 e UNI 11104:2016, con un Factory Production Control (FPC) documentato e auditato.
Tra i parametri di processo controllati dall'FPC, l'umidità degli aggregati ha un ruolo critico: la sabbia e la ghiaia costituiscono il 70-75% in peso del calcestruzzo, e portano con sé umidità variabile dal 2-3% (aggregati drenati) fino al 7-10% (aggregati appena scaricati o sotto pioggia). Questa umidità si somma all'acqua di impasto dosata dal mixer, alterando il fattore acqua/cemento (a/c) effettivo della miscela. Un calcestruzzo con a/c reale superiore a quello prescritto ha resistenza meccanica inferiore e durabilità ridotta.
Questa pagina presenta le configurazioni di misura umidità tipiche di una centrale di betonaggio italiana, con riferimento alle norme UNI EN sulla qualità del calcestruzzo strutturale. La tecnologia di riferimento è il sensore microonde a 433 MHz a contatto diretto: Ludwig dedica al calcestruzzo soluzioni specifiche (FL-BatchCheck per la qualità della miscela, FL-Inspector per la misura wireless in autobetoniera), oltre alla famiglia FL-WAPP per i silos di aggregati. Sono presenti sul mercato anche altri produttori microonde (Hydronix, Berthold): la scelta del modello specifico dipende dalla compatibilità con il sistema di automazione della centrale.