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Un indicatore di livello magnetico è un dispositivo visivo che mostra il livello di un liquido in un serbatoio attraverso una colonna di bandierine bicolore mosse magneticamente da un galleggiante interno alla camera di misura, senza vetro a contatto col processo.
È la soluzione corretta quando le condizioni di processo superano i limiti degli indicatori a vetro: alta pressione (oltre PN40), alta temperatura (oltre 280°C), fluidi opachi, gas tecnici, idrogeno, lunghezze elevate oppure quando serve integrare segnali elettrici multipli (switch di soglia, trasmettitore continuo 4-20 mA) senza compromettere la tenuta del processo.
La scelta corretta dipende da quattro fattori: tipo di installazione (laterale, dal basso, in linea), condizioni di processo (pressione, temperatura, fluido), materiale della camera e segnali richiesti.
L'indicatore di livello magnetico è la scelta corretta quando il vetro non basta più: alta pressione, alta temperatura, fluidi opachi o pericolosi, gas tecnici, idrogeno, lunghezze elevate, o quando serve integrare segnali elettrici multipli senza compromettere la tenuta del processo. La lettura visiva è netta, leggibile a distanza, e non richiede alimentazione.
L'indicatore magnetico lavora su due principi combinati. Il primo è quello dei vasi comunicanti: una camera di misura cilindrica, montata a lato del serbatoio (o nelle altre configurazioni descritte sotto) e collegata in alto e in basso, riproduce esattamente lo stesso livello del fluido contenuto nel serbatoio.
Il secondo è il trasferimento magnetico: dentro la camera scorre liberamente un galleggiante contenente un magnete permanente. Il galleggiante sale e scende seguendo il livello del fluido, e il suo magnete attraversa la parete metallica della camera (senza penetrarla) per agire sulla colonna esterna di bandierine bicolore.
Ogni bandierina contiene a sua volta un magnete: al passaggio del galleggiante la bandierina ruota di 180°, cambiando colore (tipicamente da bianco a rosso, o da nero a giallo). La separazione tra zona di colore "pieno" e zona di colore "vuoto" identifica il livello, leggibile a 20-30 metri di distanza in luce ambiente, senza alimentazione elettrica e senza retroilluminazione.
La tenuta del processo è garantita esclusivamente dalla camera metallica: non c'è vetro, non ci sono passanti elettrici, non ci sono guarnizioni dinamiche. Questo è il motivo per cui questa tecnologia è scelta per applicazioni gravose, pericolose o ad alta pressione.
Questa pagina copre tutto sull'indicatore di livello magnetico. Se non sei sicuro che sia la tecnologia corretta per la tua applicazione, oppure se cerchi un settore specifico, qui sotto trovi i percorsi alternativi del cluster MCA livello visivo.
Vai alla guida confronto trasparenza, riflessione o magnetico: il metodo MCA in 5 domande per la scelta corretta.
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Trasparenza per vedere il fluido
Riflessione per applicazioni standard
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| Applicazione | Variante consigliata | Motivo principale |
|---|---|---|
| Serbatoio standard, accesso laterale | Versione con connessioni laterali (montaggio sul fianco) | Configurazione più diffusa, copre la maggior parte dei casi |
| Serbatoio interrato o sotterraneo | Versione con connessione inferiore (montaggio dall'alto) | Adatta a serbatoi sotto livello, day tank navali interrati |
| Processo di evaporazione | Versione per applicazioni di evaporazione | Geometria specifica per gestire fasi vapore/liquido |
| Montaggio in linea tra due tubazioni | Versione con connessioni alle estremità (in linea) | Ideale come elemento di linea su circuito chiuso |
| Day tank navali, serbatoi di servizio | Versione con connessione laterale singola | Compatta, economica, pensata per piccoli serbatoi |
| Lettura visiva + segnale elettrico | Aggiungi switch magnetici o reedchain 4-20 mA | Integrazione nativa, senza penetrazioni nel processo |
| Fluidi puliti, condizioni standard | Indicatore a vetro più economico | Vai sull'indicatore a riflessione o sulla trasparenza |
Niente rotture per shock termico, niente limiti di pressione/temperatura del borosilicato, niente corrosione del vetro. La camera è solo metallo.
La lettura non passa attraverso il fluido. Colore, opacità, schiuma, viscosità non influenzano la leggibilità. Anche su fluidi neri o sporchi.
Switch magnetici e reedchain 4-20 mA si applicano dall'esterno, senza penetrazioni nel processo. Tenuta intatta, segnali multipli.
MCA fornisce indicatori di livello magnetici in cinque varianti standard, ognuna pensata per uno specifico tipo di installazione e di geometria del serbatoio. Tutte le varianti possono essere configurate con materiali diversi e con accessori (switch, reedchain, jacket vapore) secondo le esigenze del processo.
È la configurazione più diffusa, con due o più connessioni di processo laterali sulla camera di misura. Si installa direttamente sul fianco del serbatoio, riproducendo il livello per vasi comunicanti.
Tipica per serbatoi di stoccaggio, condense, serbatoi GPL, colonne di processo, serbatoi orizzontali e verticali di dimensioni medio-grandi.
Configurazione con una sola connessione di processo posta sul fondo della camera. Si installa sopra il serbatoio, con la camera di misura che si estende verso l'alto. È la soluzione tipica per serbatoi interrati, serbatoi sottoterranei o per impianti dove l'accesso laterale al serbatoio non è possibile.
Tipica per cisterne interrate, day tank navali sottoposti, serbatoi di stoccaggio gasolio o combustibili sotto livello.
Variante con due o più connessioni laterali e geometria specifica per applicazioni dove il fluido è soggetto a evaporazione attiva e c'è una distinzione marcata tra fase liquida e fase vapore. La camera è dimensionata per gestire correttamente le due fasi e mantenere lettura stabile.
Tipica per evaporatori, colonne di distillazione, concentratori, impianti chimici con cambio di fase, caldaie con generazione vapore.
Configurazione con le due connessioni di processo poste alle estremità della camera, in modo da poter essere installata direttamente in linea tra due tubazioni o come elemento di un by-pass su circuito chiuso. È la scelta tipica quando non c'è un serbatoio dedicato ma si vuole monitorare il livello su una linea.
Tipica per by-pass su linee di processo, circuiti di ricircolo, colonne ausiliarie, installazioni dove non c'è serbatoio principale accessibile.
Configurazione compatta con una sola connessione di processo laterale, pensata per serbatoi di servizio di piccola e media taglia dove non serve la robustezza delle versioni a doppia connessione. È molto usata in ambito navale per i day tank e in tutti i casi dove il serbatoio è piccolo, l'altezza limitata e il prezzo è un fattore.
Tipica per day tank navali, serbatoi di servizio piccoli, vasche di alimentazione, installazioni dove conta la compattezza.
La camera dell'indicatore magnetico è completamente in metallo e questo apre un ventaglio di materiali molto più ampio degli indicatori a vetro. La selezione dipende da fluido, temperatura, pressione e norme di riferimento del capitolato.
| Materiale | Quando usarlo | Punto di forza |
|---|---|---|
| Acciaio inox AISI 316 | Applicazioni industriali standard, fluidi non aggressivi | Soluzione standard, ottimo rapporto qualità/prezzo |
| Rivestimento E-CTFE / PFA / ETFE | Fluidi chimicamente aggressivi (acidi forti, soluzioni alcaline) | Resistenza chimica eccellente con costruzione metallica robusta |
| Costruzione plastica | Fluidi chimici a temperatura moderata | Costo contenuto su applicazioni chimiche leggere |
| Hastelloy | Fluidi altamente corrosivi, alte temperature | Massima resistenza chimica |
| Monel | Acqua di mare, ambienti marini, acidi specifici | Resistenza eccellente in ambiente salino |
| Titanio | Cloruri, ipoclorito, processi farmaceutici | Inerzia chimica e leggerezza |
| Lega 254 SMo | Ambienti marini severi, cloruri ad alta concentrazione | Resistenza superiore all'inox standard |
| Versione con jacket vapore | Fluidi viscosi che richiedono riscaldamento, anticongelamento | Riscaldamento o raffreddamento integrato della camera |
Una delle ragioni per cui l'indicatore magnetico è così diffuso nell'industria di processo è la facilità di integrazione di segnali elettrici. Sulla colonna esterna della camera si possono montare diversi accessori, tutti applicati dall'esterno, senza penetrazioni nel processo e senza compromettere la tenuta a pressione.
Interruttori reed regolabili posizionati lungo la colonna che si attivano al passaggio del galleggiante. Si possono montare uno o più switch per soglie di minima, massima, controllo pompe o allarmi indipendenti.
Catena di reed lungo tutta l'altezza utile che fornisce un segnale analogico continuo proporzionale al livello, in standard 4-20 mA, integrabile direttamente in PLC o sistemi di supervisione.
Le camere di misura sono certificate secondo direttiva PED. Per applicazioni navali sono disponibili approvazioni LRS e BV. ATEX e altre certificazioni specifiche sono disponibili su richiesta.
L'indicatore magnetico copre lo spazio applicativo che gli indicatori a vetro non coprono. Non è "alternativo" al riflessione/trasparenza: è la scelta naturale quando il vetro non è la soluzione corretta.
| Aspetto | Indicatore magnetico | Indicatore a vetro (riflessione/trasparenza) |
|---|---|---|
| Tenuta processo | Camera metallica saldata, niente vetro | Vetro DIN 7081 sigillato con guarnizioni |
| Pressione massima | Oltre PN100 con materiali standard, molto oltre con leghe speciali | Fino a PN40 nelle versioni standard |
| Temperatura massima | Limitata solo dai materiali della camera | ~280°C limitata dal vetro borosilicato |
| Fluidi opachi | ✅ Lettura non influenzata | ❌ Lettura compromessa |
| Idrogeno e gas tecnici | ✅ Tecnologia di riferimento | ⚠️ Vetro è punto debole |
| Lunghezza utile | Camera unica fino a 4-6 metri e oltre | Sezioni multiple oltre 2000 mm |
| Lettura colore fluido | ❌ Solo bandierine, non il fluido | ✅ Trasparenza permette di vedere il fluido |
| Lettura interfaccia liquido/liquido | ✅ Con galleggiante a densità intermedia | ✅ Solo con trasparenza |
| Integrazione segnali elettrici | ✅ Nativa, multipla, esterna alla camera | ⚠️ Possibile solo con livellostato dedicato |
| Rischio rottura per shock | Praticamente nullo | Concreto su CIP, urti, vibrazioni |
| Costo iniziale | Maggiore (camera metallica + bandierine) | Minore (soprattutto riflessione PN10/16) |
| Costo nel ciclo di vita | Basso (manutenzione minima, no sostituzione vetro) | Medio (sostituzione vetri su CIP, opacizzazione) |
Risposta breve: sotto i limiti del vetro DIN 7081 (PN40, ~280°C, fluidi puliti, lunghezze fino a 2000 mm) gli indicatori a vetro sono più economici e perfettamente adeguati. Sopra questi limiti, oppure con fluidi opachi, gas tecnici, idrogeno o quando serve integrare segnali multipli, il magnetico è la tecnologia di riferimento.
In un impianto petrolchimico, un serbatoio di stoccaggio di GPL in pressione (10 bar, -40°C) è equipaggiato con un indicatore di livello magnetico in acciaio inox AISI 316 con connessioni laterali, completo di due switch magnetici (per minima e massima) e di un reedchain con uscita 4-20 mA.
Il personale di sala controllo riceve il segnale continuo del livello sul DCS via reedchain. Gli switch comandano la fermata automatica delle pompe di carico/scarico in caso di soglia raggiunta. Il personale di campo può verificare visivamente il livello dalla colonna a bandierine, leggibile a 25 metri di distanza, anche in caso di guasto del trasmettitore. Tutto questo senza vetro a contatto con il GPL: il rischio di rottura è eliminato e la tenuta è garantita esclusivamente dalla camera saldata.
L'indicatore di livello magnetico fa parte della famiglia degli indicatori di livello visivi e si collega ai seguenti prodotti MCA:
Descrivici fluido, pressione, temperatura, lunghezza utile, materiale richiesto e segnali necessari (switch, 4-20 mA): ti aiutiamo a configurare l'indicatore magnetico corretto.
Un indicatore di livello magnetico è un dispositivo visivo che mostra il livello di un liquido in un serbatoio attraverso una colonna di bandierine bicolore (tipicamente rosse/bianche o gialle/nere) montate esternamente a una camera di misura sigillata. Dentro la camera, collegata al serbatoio per vasi comunicanti, un galleggiante contenente un magnete sale e scende seguendo il livello del fluido. Il magnete del galleggiante ruota le bandierine esterne, che si voltano cambiando colore: il livello è identificato dalla netta separazione tra zona rossa e zona bianca della colonna. Il sistema funziona senza alimentazione elettrica, è leggibile a 20-30 metri di distanza, e non ha vetro a contatto col processo.
Gli indicatori a riflessione e trasparenza usano un vetro DIN 7081 a contatto col processo: il livello si vede attraverso il vetro. L'indicatore magnetico non ha vetro a contatto col fluido: la camera di misura è in metallo (inox, alluminio, materiali speciali) e il livello viene letto sulla colonna esterna di bandierine magnetiche. Questo cambia tutto: il magnetico funziona dove il vetro non basta più, cioè ad alta pressione (oltre PN40), alta temperatura (oltre 280°C), con gas tecnici, idrogeno, fluidi opachi, lunghezze elevate e dove il rischio di rottura del vetro non è accettabile per ragioni di sicurezza. Inoltre l'integrazione di switch elettrici e trasmettitori reedchain 4-20 mA è nativa e non interferisce col processo.
Conviene in cinque scenari principali. Primo: condizioni di processo che superano i limiti del vetro DIN 7081 (alta pressione oltre PN40, alta temperatura oltre 280°C, vapore acqueo oltre 22 bar saturo). Secondo: fluidi opachi, scuri, sporchi o con solidi sospesi, dove la lettura visiva attraverso il vetro perde efficacia. Terzo: gas tecnici, GPL, idrogeno, fluidi infiammabili dove il rischio di rottura del vetro non è accettabile. Quarto: lunghezze elevate (oltre 2000 mm) dove servono camere uniche continue con buona leggibilità a distanza. Quinto: applicazioni dove serve integrare segnali elettrici multipli (switch di minima/massima, trasmettitore continuo 4-20 mA) senza compromettere la tenuta del processo.
La pressione massima dipende dal materiale e dal dimensionamento della camera, non dal vetro come negli indicatori riflex/trasparenza. Le versioni standard arrivano agevolmente a PN100 e oltre, e per applicazioni speciali si possono raggiungere classi di pressione molto elevate con materiali come Hastelloy, Monel, Titanio o leghe 254 SMo. La camera è certificata secondo direttiva PED e, per applicazioni navali, anche secondo approvazioni LRS e BV. Il dimensionamento esatto dipende da temperatura, fluido e classe di pressione richiesta dal capitolato.
Sì, ed è uno dei suoi punti di forza principali. Poiché la lettura non avviene attraverso il fluido (come negli indicatori a vetro) ma attraverso una colonna di bandierine esterne mosse magneticamente, il colore, l'opacità o la sporcizia del fluido non influenzano la leggibilità. Questo lo rende la scelta corretta per oli scuri, fluidi neri, condense, fanghi industriali, fluidi viscosi, slurry e qualsiasi processo dove un indicatore a vetro avrebbe lettura compromessa. La misura è inoltre indipendente da pressione, vuoto, temperatura, schiuma e viscosità del fluido.
Sì, è una delle applicazioni tipiche dell'indicatore magnetico. Selezionando un galleggiante con densità intermedia tra i due fluidi, il galleggiante affonda nel liquido più leggero e galleggia su quello più denso, posizionandosi esattamente all'interfaccia. Le bandierine esterne identificano quindi il piano di separazione tra le due fasi (tipicamente acqua/olio, ma anche altre coppie). È un'applicazione che gli indicatori riflex non possono coprire e che la trasparenza copre solo se l'interfaccia è visivamente distinguibile.
Sì, ed è una delle ragioni principali per cui si sceglie un magnetico. Sulla colonna esterna della camera si possono montare uno o più switch magnetici (interruttori reed) che intercettano il passaggio del galleggiante e attivano contatti elettrici per soglie di minima, massima, controllo pompe o allarmi. In alternativa o in aggiunta si può montare una catena reed (reedchain transmitter) che fornisce un segnale analogico continuo 4-20 mA proporzionale al livello. Tutti i segnali sono ricavati dall'esterno della camera, senza penetrazioni nel processo e senza compromettere la tenuta a pressione.
Sì, ed è una delle applicazioni in forte crescita per questa tecnologia. Negli indicatori riflex/trasparenza il vetro è un punto debole su servizio idrogeno per via della permeazione e del rischio di rottura. Negli indicatori magnetici la camera è completamente in metallo, saldata e priva di vetro: questo elimina il rischio di rottura, riduce drasticamente le perdite diffuse e permette di scegliere materiali compatibili con la permeazione H2. Per servizi gas tecnici, GPL, biometano, ammoniaca, idrogeno e fluidi infiammabili il magnetico è la tecnologia visiva di riferimento.
Le versioni standard sono in acciaio inox AISI 316 con guida bandierine in alluminio o inox 316. Per applicazioni più severe sono disponibili rivestimenti interni in E-CTFE, PFA o ETFE per resistenza chimica, oppure costruzioni complete in materiali speciali come Hastelloy, Monel, Titanio o lega 254 SMo per fluidi corrosivi o ad alta temperatura. Sono disponibili inoltre versioni con jacket vapore per riscaldamento o raffreddamento del processo. La scelta del materiale dipende da fluido, temperatura, pressione e norme di riferimento del capitolato.
Il radar e il GWR sono trasmettitori di livello continui che richiedono alimentazione elettrica e producono un segnale 4-20 mA o digitale, senza indicazione visiva diretta. L'indicatore magnetico fornisce lettura visiva permanente senza alimentazione, è insensibile a schiuma, vapore, turbolenza e permettività del fluido (che invece possono disturbare radar e GWR), e non richiede taratura iniziale legata alla geometria del serbatoio. In molti impianti le due tecnologie sono complementari: il radar/GWR per il segnale di processo automatizzato e l'indicatore magnetico per la verifica visiva indipendente, che resta funzionante anche in caso di guasto elettrico o errore di taratura del trasmettitore.
Le versioni standard arrivano facilmente fino a 4-6 metri di lunghezza utile in camera unica continua, e per applicazioni speciali si superano i 10 metri con costruzioni segmentate. Questo è uno dei vantaggi principali rispetto agli indicatori a vetro: il riflex/trasparenza richiede sezioni di vetro multiple sovrapposte oltre i 2000 mm, mentre il magnetico mantiene una camera unica e una colonna di bandierine continua, con lettura netta a tutte le altezze. È la tecnologia di riferimento per silos, serbatoi alti, colonne di processo e qualsiasi applicazione con altezze elevate.
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