Quando devi specificare un segnalatore visivo o acustico in area ATEX, il rischio è scegliere il prodotto sbagliato per la situazione: una torre di segnalazione modulare quando bastava una singola spia LED, una soluzione zona 1 quando era sufficiente zona 2, un semaforo quando il problema era invece di processo. Sbagliare significa spendere il triplo del necessario, oppure peggio, installare un prodotto non conforme alla zona classificata.
Questa guida parte da tre domande semplici e in tre passaggi ti porta al modello giusto tra le quattro famiglie disponibili nel catalogo MCA: torrette LED multi-modulo, torre Ex-d antideflagrante, semafori ATEX e indicatori luminosi singoli. Ognuna risolve un'esigenza precisa, nessuna è "meglio" delle altre in assoluto.
La scelta del segnalatore ATEX si riconduce a tre variabili. Rispondi a queste tre domande e hai il prodotto giusto. Tutto il resto (codici, colori, accessori) è dettaglio di configurazione.
Questa è la domanda più importante e quella che la maggior parte delle persone salta. Determina la famiglia di prodotto.
Tre o più condizioni distinte sulla stessa colonna: ok / warning / allarme, oppure stati di un batch (idle / running / done / error).
→ Torrette LED multi-moduloDevi regolare il passaggio di muletti, autocisterne, natanti, pedoni in un punto di accesso o transito ad area classificata.
→ Semaforo ATEXUn solo allarme, una singola condizione (porta aperta, lavaocchi azionato, pompa ferma, livello superato). Un evento, un punto.
→ Indicatore luminoso singoloDetermina il livello di certificazione richiesto e quindi il modello specifico nella famiglia.
Atmosfera esplosiva presente solo in caso di guasto, per breve tempo. Tipico in industria di processo ben ventilata: chimica, farma, food.
Modalità Ex ec / Ex mcAtmosfera esplosiva presente in funzionamento normale. Tipico in raffinerie, parchi serbatoi, biogas, aree carico solventi.
Modalità Ex db / Ex mb / Ex 60079-46Hai punti diversi in zone diverse e vuoi standardizzare. Una soluzione zona 1 copre automaticamente anche zona 2, il viceversa non è vero.
Standardizza su zona 1Determina il materiale della custodia. Pertinente soprattutto per indicatori singoli e torri Ex-d.
Indoor in fabbrica, capannone industriale, quadro al chiuso, condizioni meteo standard senza salinità o aggressioni chimiche dirette.
Alluminio o policarbonatoOutdoor con esposizione a sole e pioggia, ambienti marini con salsedine, raffinerie con vapori solventi, food con CIP e detergenti.
Acciaio inox AISI 316Lo stesso ragionamento delle tre domande, in formato visuale. Parti dall'alto, segui il percorso che corrisponde alla tua situazione, atterri sul prodotto giusto.
Suggerimento di lettura: in caso di zone miste (alcuni punti zona 1, altri zona 2 sullo stesso impianto), standardizzare sui modelli zona 1/21 può essere conveniente per ridurre il numero di codici a magazzino e semplificare la formazione del personale di manutenzione.
Per chi preferisce una vista comparativa a colpo d'occhio. La tabella mette in fila le caratteristiche principali delle quattro famiglie e linka direttamente alle pagine prodotto di approfondimento.
| Caratteristica | Torrette LED | Torre Ex-d | Semaforo | Indicatore singolo |
|---|---|---|---|---|
| Funzione | Più stati di processo | Più stati di processo | Transito veicoli/persone | Singolo evento o stato |
| Numero LED/lampade | 1 a 5 moduli | 1 a 5 moduli | 1, 2 o 3 luci | 1 lampada |
| Zone ATEX coperte | 2 / 22 | 1, 2, 21, 22 | 2/22 (AR-045) o 1/21 (AR-049) | 2/22 o 1/21 secondo modello |
| Materiale custodia | Policarbonato | Alluminio + vetro borosilicato | Inox AISI 316 | Alluminio o inox AISI 316 |
| IP | IP65 | IP66 | IP65 | IP65 |
| Profilo di costo | Economica | Alta | Media | Bassa |
| Casi d'uso tipici | Reparti farma, food, chimica ventilata | Raffinerie, biogas, parchi serbatoi | Parcheggi sotterranei, aree portuali | Allarmi macchina, beacon emergenza |
| Pagina prodotto | LR4/LR6 | Torre Ex-d | Semaforo ATEX | Indicatori |
Esempi pratici di come si applica il ragionamento. Per ognuno: situazione, ragionamento, prodotto consigliato.
Reattore in vetro per sintesi API in reparto GMP, serve indicare 3 stati: idle (verde) / batch in corso (giallo) / anomalia (rosso). Ambiente classificato zona 2 per vapori solventi.
Lavaocchi di emergenza installato vicino a unità di raffinazione zona 1. Quando viene attivato deve far scattare un beacon visibile dal personale circostante.
Parcheggio interrato di edificio commerciale, piano -3 classificato ATEX zona 2 per vapori carburante. Sbarra automatica all'accesso, serve un semaforo per gestire il passaggio.
Impianto di digestione anaerobica, area digestore zona 1 per metano. Servono indicazioni di stato del processo (ok / livello critico / blocco) visibili dal locale di controllo.
Camera di pesatura solventi in farmaceutico, classificata zona 2. Quando la porta è aperta l'aria di processo può uscire nei corridoi: serve un indicatore esterno alla porta.
Linea di produzione bevande, durante il ciclo CIP gli operatori non devono aprire valvole. Serve segnalare in modo evidente "linea in lavaggio" e "linea pronta". Zona 22 per polveri ingredienti.
Sono gli errori che vediamo più frequentemente nelle richieste di offerta. Conoscerli in anticipo evita acquisti sbagliati o non conformi.
Il committente specifica una torre Ex-d perché "ATEX = zona 1", quando in realtà l'area è classificata zona 2 e basterebbe una torrette Ex ec a un terzo del prezzo.
Per indicare un singolo allarme su una pompa viene specificata una torre completa con 3 moduli, di cui due rimangono sempre spenti. Costo triplicato senza beneficio.
Il termine "semaforo" viene usato impropriamente per la torre di segnalazione di processo. Sono prodotti diversi: il semaforo regola il transito, la torre comunica stati.
Specificato un indicatore in alluminio per zona 2 in raffineria offshore. La salsedine corrode rapidamente l'alluminio anodizzato anche se la zona di per sé sarebbe coperta.
Specificate solo le zone gas (1 o 2) ignorando che il reparto è anche zona 22 per polveri di prodotto. Il segnalatore va certificato anche per polveri.
Ordinata torre RYG senza specificare l'ordine. Il fornitore monta in sequenza diversa da quella attesa e in cantiere bisogna girare la torre o sostituirla.
Quattro famiglie principali con casi d'uso diversi. Le torrette LED multi-modulo (LR4/LR6 per zona 2/22) servono per indicare più stati di processo contemporaneamente, ok/warning/allarme. La torre Ex-d (zona 1/21) è la versione antideflagrante della stessa funzione per ambienti più severi. I semafori ATEX (AR-045/AR-049) regolano il transito di veicoli o natanti in aree classificate. Gli indicatori luminosi singoli (AR-043/044/047/048) segnalano un singolo evento in un punto preciso (allarme, beacon, porta aperta).
La scelta dipende dalla classificazione di zona. Le torrette LR4 e LR6 sono certificate Ex ec per zone 2 e 22, dove l'atmosfera esplosiva è presente solo in caso di guasto. La torre Ex-d è certificata Ex db per zone 1, 2, 21 e 22, dove l'atmosfera esplosiva è presente in funzionamento normale. La torre Ex-d copre anche le zone 2 e 22 ma costa significativamente di più: usarla in zona 2 ha senso solo se vuoi standardizzare il parco strumenti su un unico modello.
Il semaforo ATEX serve esclusivamente per regolare il transito di veicoli, natanti o persone in aree classificate. Tipico caso: parcheggio sotterraneo dal piano -2 in giù, attraversamento di mezzi industriali tra reparti chimici, accesso pontile in area portuale. La torre di segnalazione invece comunica stati di processo a operatori che lavorano sull'impianto. Sono due funzioni completamente diverse: il semaforo regola movimento, la torre comunica stato.
Quando devi segnalare un singolo evento in un punto preciso: una pompa che si è fermata, un livello superato, una porta aperta in zona classificata, l'attivazione di un lavaocchi di emergenza. Una torre con tre LED sarebbe sovradimensionata e visivamente confusa: avresti due moduli sempre spenti. L'indicatore singolo costa meno, è più piccolo, comunica chiaramente: un evento, un colore, un punto.
Sì. Tutti i segnalatori certificati per zona 1 (Ex db, Ex mb, Ex 60079-46) coprono automaticamente anche zona 2, perché le modalità di protezione per zona 1 sono più conservative. La standardizzazione su un unico modello semplifica scorte ricambi, formazione manutentiva e ordini ripetitivi. Va valutato il differenziale di costo: tipicamente un prodotto zona 1 costa il 30-100% in più del corrispondente zona 2.
Le zone gas (0, 1, 2) classificano la presenza di gas o vapori infiammabili. Le zone polveri (20, 21, 22) classificano la presenza di polveri combustibili. La logica di numerazione è simmetrica: 1 e 21 indicano presenza in funzionamento normale, 2 e 22 indicano presenza solo in caso di guasto. Tutti i segnalatori MCA hanno doppia certificazione gas + polveri (es. Ex ec IIC T4 Gc / Ex tc IIIC T80°C Dc), quindi sono utilizzabili sia in ambienti con gas che con polveri della categoria coperta.
Il datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e della direttiva 1999/92/CE (ATEX 153, ex 137). La classificazione viene formalizzata nel Documento di Protezione contro le Esplosioni (DPE), che identifica le aree pericolose, le sostanze coinvolte, le zone classificate e le misure di prevenzione/protezione. La scelta del segnalatore deve essere coerente con quanto riportato nel DPE: in caso di incidente, è il documento di riferimento per stabilire le responsabilità.
Sì, in questa pagina trovi un albero decisionale che parte dalla domanda "cosa devi segnalare?" e in tre passaggi conduce al prodotto consigliato. Le tre variabili chiave sono: tipo di segnalazione (multi-stato, transito veicoli, evento singolo), tipo di ambiente (normale o gravoso), classificazione di zona ATEX (2/22 o 1/21). L'incrocio di queste tre variabili identifica un solo modello tra le quattro famiglie disponibili.
Se la tua situazione non rientra esattamente in uno degli scenari descritti, o se hai dubbi su classificazione di zona, modalità di protezione corretta o configurazione, scrivici i dettagli del tuo caso. Risposta tecnica entro 24-48 ore lavorative, senza impegno commerciale.
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