Guida tecnica · Livello intermedio
Quando scegli un isolatore o convertitore di segnale FEMA ti trovi di fronte a una distinzione che a prima vista sembra meramente formale ma che ha implicazioni pratiche profonde: loop powered vs alimentazione esterna. La gamma FEMA è chiaramente divisa: CCT-100, I3LP-101, I3LP-102, I3LP-202 sono tutti loop powered; I3P, I4P, I4E, I4L sono tutti con alimentazione esterna universale 18-265 V AC/DC.
La differenza non è solo "come si alimenta": è anche cosa può fare, come si installa, che bilancio richiede, quanto costa il cablaggio aggiuntivo. Capire questa distinzione è fondamentale per scegliere il prodotto corretto e per evitare errori in fase di progetto (loop che non funzionano per bilancio insufficiente, cablaggi inutilmente complessi, soluzioni sovradimensionate).
Questa guida copre i principi di funzionamento, i vantaggi e limiti di ognuna delle due tipologie, il calcolo del bilancio del loop con esempi pratici, e una serie di casi reali di scelta. Pensata per progettisti e quadristi che vogliono dominare la scelta in fase di dimensionamento.
Un dispositivo loop powered si autoalimenta dalla corrente che attraversa il loop 4-20 mA in cui è inserito. Internamente, una piccola parte dell'energia della corrente di loop viene prelevata e usata per alimentare il circuito di isolamento: trasformatore di isolamento, optoisolatore, eventuali filtri. La maggior parte della corrente passa indisturbata e arriva al ricevitore portando l'informazione del segnale.
Il prezzo da pagare è una caduta di tensione sul dispositivo: il dispositivo si comporta come un utilizzatore in serie nel loop, riducendo la tensione disponibile per gli altri elementi. La caduta tipica è 3-4 V per un isolatore loop powered. Sui CCT-100 il drop è circa 3 V, sui duplicatori I3LP-102 (che alimentano due loop di uscita dal singolo ingresso) è circa 4 V.
La corrente di loop deve essere sempre sufficiente per alimentare il dispositivo, anche al valore minimo del segnale (3,8-4 mA in condizioni di "valore zero" del processo): è un vincolo che i dispositivi loop powered FEMA rispettano facendo lavorare l'elettronica interna a corrente molto bassa. Questa è una delle ragioni per cui dispositivi loop powered sono inevitabilmente meno "potenti" dei loro corrispettivi alimentati esterni: meno energia disponibile per funzioni speciali (display, configurazione, scalatura complessa, allarmi).
Un dispositivo alimentato esternamente (I3P, I4P, I4E, I4L) ha due circuiti completamente separati: il circuito di alimentazione (collegato a 18-265 V AC/DC dalla rete del quadro) e il circuito di segnale (loop di ingresso e loop di uscita). I due sono galvanicamente isolati e indipendenti.
Vantaggio principale: il dispositivo è sorgente attiva di corrente sul loop di uscita. Fornisce lui stesso la corrente al ricevitore (PLC), non la preleva da un altro alimentatore in cascata. Questo significa che sul loop di uscita non ci sono cadute di tensione introdotte dal dispositivo, e non ci sono vincoli di bilancio del loop di uscita: il PLC riceve i 4-20 mA con la propria caduta sul resistore di sense (5 V tipicamente) e basta.
Vantaggio secondario: l'alimentazione esterna fornisce energia in abbondanza per funzioni avanzate: display digitale, configurazione complessa, scalatura non lineare, allarmi locali, force di test, gestione di sonde che richiedono elaborazione attiva (Pt100 con compensazione cavo, termocoppia con CJC integrata, mV/V con linearizzazione).
Lo svantaggio è il cablaggio aggiuntivo: per ogni dispositivo servono 2 conduttori di alimentazione che vanno gestiti nel quadro. Per 30 dispositivi nel quadro questo significa 60 conduttori di alimentazione: non è enorme ma non è nemmeno trascurabile.
Il bilancio del loop è il calcolo fondamentale che verifica se la tensione di alimentazione è sufficiente a far funzionare tutti gli elementi del loop in cascata. È un calcolo semplice ma cruciale: sbagliarlo significa avere un loop che "sembra funzionare" in alcune condizioni e si guasta in altre.
La tensione disponibile dall'alimentazione deve coprire la somma delle cadute di tutti gli elementi del loop:
Dove:
V_trasmettitore_minimo = tensione minima richiesta dal trasmettitore di campo (lift-off voltage), tipicamente 8-12 V per trasmettitori 2-fili
V_isolatori_in_cascata = somma dei drop di tensione di ogni isolatore loop powered presente, tipicamente 3-4 V cadauno
V_resistore_sense = R_sense × I_max, dove R_sense è il resistore del PLC (250 Ω tipico) e I_max = 0,02 A (20 mA) → 5 V tipici
V_cavi = R_cavi × I_max, calcolata sulla resistenza dei conduttori e la corrente massima del loop. Per cavi corti (sotto 100 m) e sezioni standard (0,5-1 mmq), tipicamente trascurabile (sotto 1 V)
Margine = riserva di sicurezza, tipicamente 2-3 V per coprire cadute aggiuntive non calcolate (terminazioni, contatti)
Trasmettitore di pressione 4-20 mA con tensione minima 12 V, cavo 50 m sezione 0,75 mmq (resistenza 1,2 Ω, drop a 20 mA = 0,024 V trascurabile), CCT-100 (drop 3 V), PLC con sense 250 Ω (5 V).
Bilancio: V_alim = 12 + 3 + 5 + 0 + 2 (margine) = 22 V. Alimentazione 24 V → 24 ≥ 22 ✓ Loop OK con margine 2 V.
Stesso trasmettitore (12 V minimo) e stesso cavo, CCT-100 (3 V) + I3LP-102 (4 V), PLC con sense 5 V.
Bilancio: V_alim = 12 + 3 + 4 + 5 + 0 + 2 (margine) = 26 V. Alimentazione 24 V → 24 < 26 ✗ Loop NON funziona.
Soluzioni: (1) usare alimentatore 28-30 V invece di 24 V (molti alimentatori industriali permettono regolazione); (2) eliminare il CCT-100 sostituendolo con I3LP-102 che svolge entrambe le funzioni (isolamento + duplicazione); (3) usare un dispositivo alimentato esterno (I3P) che non introduce drop sul loop.
Sonda di pressione su pozzo remoto: trasmettitore 12 V minimo, cavo 500 m sezione 0,5 mmq (resistenza 18 Ω, drop a 20 mA = 0,36 V), CCT-100 (3 V), PLC sense 5 V.
Bilancio: V_alim = 12 + 3 + 5 + 0,4 + 2 = 22,4 V. Alimentazione 24 V → ✓ con margine 1,6 V (stretto ma accettabile).
Per cablaggi sopra 1000 m o sezioni più piccole il drop sui cavi diventa significativo e va sempre verificato. Il calcolatore caduta tensione loop automatizza questi calcoli.
Situazione: trasmettitore di livello esistente, lettura disturbata, serve isolare verso PLC.
Scelta: CCT-100 loop powered. Installazione veloce, minimo intervento sul cablaggio, bilancio del loop verificabile in 30 secondi (typical 24 V alim, 12 V trasmettitore, 5 V sense, 3 V CCT = 4 V margine OK).
Situazione: sonda Pt100 a 3 fili da convertire in 4-20 mA per ingresso analogico universale del PLC.
Scelta: I3P alimentato esternamente. Loop powered non è opzione perché serve elaborazione attiva del segnale Pt100 (compensazione cavo, linearizzazione). I3P si alimenta dal 24 V del quadro, fornisce 4-20 mA al PLC come sorgente attiva.
Situazione: celle di carico in parallelo via junction box, peso da leggere nel PLC, dosaggio batch.
Scelta: I4L alimentato esternamente. Le celle producono mV/V (segnale debole non standardizzato) che richiede amplificazione attiva: solo dispositivo alimentato esternamente può farlo. I4L include funzioni di tara e Fcor per calibrazione con peso reale.
Situazione: trasmettitore esistente, segnale 4-20 mA da inviare a PLC (controllo) e SCADA (registrazione qualità) indipendentemente.
Scelta: I3LP-102 loop powered. Duplica con isolamento galvanico tra le due uscite, niente cablaggio di alimentazione, costo limitato. Bilancio: 12 + 4 + 5 + 0 + 2 = 23 V su alim 24 V = ✓.
Situazione: 50 Pt1000 nei rack del datacenter, da convertire in 4-20 mA per PLC concentratore.
Scelta: 50 × I3P alimentato esternamente. Loop powered non è opzione (Pt1000 non è 4-20 mA). I3P piccolo formato (alta densità per riga DIN), alimentazione 24 V comune dal quadro, configurazione identica per tutti i 50 = scorta semplice e installazione replicabile.
Situazione: regolazione di pressione con inverter pompa, serve isolamento ma con risposta rapida (sotto 10 ms).
Scelta: I3LP-101 loop powered. Versione ad alta velocità del CCT-100, mantiene il vantaggio dell'installazione semplice ma con risposta dieci volte più rapida. Bilancio del loop simile al CCT-100 (drop ~3 V).
Le situazioni più frequenti dove il bilancio del loop diventa critico sono quelle con più dispositivi in cascata sullo stesso loop. Esempi tipici:
Cascata isolatore + duplicatore: CCT-100 per isolare seguito da I3LP-102 per duplicare a due ricevitori. Drop totale 3 + 4 = 7 V, che con trasmettitore 12 V e PLC 5 V richiede 24 V ai limiti. Soluzione: sostituire il CCT-100 con un secondo I3LP-102 (che già isola e duplica). Risparmio di un dispositivo e bilancio migliore.
Cascata duplicatore + isolatore di linea: I3LP-102 che alimenta due loop, ognuno con un proprio CCT-100 sul lato ricevitore (es. per protezione SCADA remoto). Drop totale 4 + 3 = 7 V su un loop con due ricevitori da 5 V ognuno (ma in serie no, in due loop indipendenti). Bilancio per ogni loop di uscita va verificato indipendentemente.
Tre dispositivi in cascata: generalmente non consigliato. Se serve, considerare di sostituire dispositivi loop powered con almeno un dispositivo alimentato esterno che azzera il drop e ricomincia il bilancio dal lato di uscita.
Per ogni cascata reale di dispositivi sullo stesso loop, il calcolatore caduta tensione automatizza il calcolo del bilancio: inserisci alimentazione, trasmettitore, dispositivi in cascata, lunghezza cavo, e ottieni un verdetto chiaro (loop OK / margine stretto / loop NON funziona). Usa il calcolatore in fase di progetto, non a posteriori dopo l'installazione.
Scegli loop powered quando: devi solo isolare un loop 4-20 mA esistente; vuoi minimizzare il cablaggio; il bilancio del loop ha margine sufficiente (verificato con calcolatore); non servono display, configurazione complessa o conversione di sonde.
Scegli alimentazione esterna quando: devi convertire una sonda non-standard (Pt100, TC, mV/V, V/A); vuoi display frontale e configurazione avanzata; il bilancio del loop esistente è critico e non sopporta drop aggiuntivi; serve cascata multipla di funzioni isolate.
Standardizza dove possibile: se il tuo stabilimento ha 30 canali da isolare e 30 canali da convertire, va bene avere CCT-100 per i primi e I3P per i secondi. Per il quadrista la coppia "isolare/convertire = CCT-100/I3P" è semplice da gestire e ricordare.
Indicaci alimentazione disponibile, trasmettitore esistente, lunghezza cavo, dispositivi in cascata previsti. Verifichiamo il bilancio e ti consigliamo la scelta corretta tra loop powered e alimentazione esterna per la tua situazione specifica.
Pillar convertitori e isolatori — guida completa alla gamma FEMA con dettaglio di tutte le tipologie.
Isolatori 4-20 mA loop powered — CCT-100 e I3LP-101.
Duplicatori 4-20 mA loop powered — I3LP-102 e I3LP-202.
Guida loop di massa e disturbi EMI — perché serve l'isolamento.
Guida alla scelta del prodotto FEMA — albero decisionale completo.
Calcolatore caduta tensione loop — verifica bilancio in pochi secondi.
Un isolatore loop powered si autoalimenta dal loop di corrente 4-20 mA in cui è inserito, senza richiedere alimentazione esterna. Internamente preleva una piccola quantità di energia dalla corrente che attraversa il loop (la stessa che porta l'informazione del segnale), la usa per alimentare il proprio circuito di isolamento, e ritrasmette la corrente in uscita. Il prezzo da pagare è una caduta di tensione (drop) sul loop, tipicamente 3-4 V, che riduce la tensione disponibile per gli altri elementi del loop. CCT-100, I3LP-101, I3LP-102, I3LP-202 sono tutti loop powered. Vantaggio: cablaggio minimo, installazione veloce, niente alimentatore esterno.
Non puoi usare un loop powered quando il bilancio del loop esistente non ha sufficiente margine di tensione per accomodare il drop dell'isolatore. Esempio: alimentazione 24 V, trasmettitore di campo che richiede 12 V minimi, PLC con resistore di sense da 250 Ω (5 V a 20 mA), cablaggio lungo con 2 V di caduta sui conduttori. Bilancio: 24 - 12 - 5 - 2 = 5 V residui. Aggiungere un CCT-100 (drop 3 V) lascia 2 V di margine, accettabile ma stretto. Aggiungere un secondo dispositivo loop powered in cascata (es. I3LP-102 dopo CCT-100) consumerebbe altri 4 V e portare il loop a margine negativo: il loop non funziona più. Vedi il calcolatore caduta tensione per verificare prima dell'acquisto.
Non è meglio in assoluto, è diverso. L'alimentazione esterna libera l'isolatore dai vincoli del bilancio del loop: drop di tensione minimi, possibilità di pilotare ricevitori passivi, capacità di gestire ingressi che richiedono elaborazione attiva (Pt100, termocoppie, mV/V). In compenso richiede cablaggio aggiuntivo (2 conduttori di alimentazione per ogni isolatore), spazio in barra DIN, gestione dell'alimentatore di servizio. Loop powered è meglio quando devi solo isolare un loop esistente in modo semplice; alimentazione esterna è meglio quando devi anche convertire o quando il bilancio del loop è già critico. Le due tipologie convivono in qualsiasi quadro reale.
Il bilancio del loop è una somma algebrica: V_alimentazione - V_trasmettitore - V_ricevitore - V_cavi - V_isolatori - V_ricevitori_aggiuntivi ≥ 0. Esempio numerico: alimentazione 24 V, trasmettitore di campo loop powered che richiede 12 V minimi (lift-off voltage), PLC con resistore di sense 250 Ω (5 V a 20 mA), cavo da 100 m sezione 0,5 mmq totale 4 Ω (0,08 V trascurabili a 20 mA), CCT-100 (drop 3 V). Bilancio: 24 - 12 - 5 - 0 - 3 = 4 V. Il loop funziona con margine di 4 V, sicuro. Per cablaggi più lunghi, sezioni più piccole, isolatori in cascata, il margine si riduce e va sempre verificato. Il calcolatore caduta tensione automatizza il calcolo.
Sì, ma con verifica del bilancio. Esempio: trasmettitore (12 V) + CCT-100 (3 V) + I3LP-102 (4 V) + PLC (5 V) = 24 V richiesti. Se l'alimentazione è 24 V il margine è zero (il loop funziona ma senza sicurezza per cadute aggiuntive sui cavi). Se l'alimentazione è 28 V (alimentatori industriali tipici offrono 24 V nominali ma 25-26 V reali) il margine cresce a 4-6 V, accettabile. Per impianti con questa cascata si raccomanda alimentazione 28-30 V dedicata, che molti alimentatori industriali permettono di selezionare. La soluzione alternativa è sostituire il CCT-100 esistente con un I3LP-102 che svolge entrambe le funzioni (isolamento + duplicazione) eliminando una cascata.
Tipicamente no, o molto piccola. I convertitori alimentati esterni (I3P, I4P, I4E, I4L) sono sorgenti attive di corrente nel loop di uscita, non utilizzatori. Forniscono loro stessi la corrente al ricevitore (PLC), e l'unica caduta di tensione sul loop di uscita è quella del ricevitore stesso. Sul loop di ingresso (lato sensore) la situazione varia: per ingressi passivi (Pt100, termocoppia, potenziometro) il dispositivo alimentato esterno è l'unico utilizzatore di corrente, e il bilancio del loop di ingresso non è un problema. Quindi gli isolatori/convertitori alimentati esterni semplificano i bilanci di tensione rispetto ai loop powered.
Sì, e in pratica è la situazione più frequente. Il quadro PLC ha tipicamente un alimentatore stabilizzato 24 V DC che alimenta il PLC stesso, eventuali moduli I/O remoti, sensori di campo loop powered. L'I3P si collega allo stesso 24 V DC senza problemi. Vantaggio: niente alimentatore aggiuntivo. Attenzione a non sovraccaricare l'alimentatore del PLC: ogni I3P consuma circa 2-3 W, un quadro con 30 I3P = 60-90 W aggiuntivi che vanno conteggiati nel dimensionamento dell'alimentatore.
Idealmente sì. Un alimentatore stabilizzato isolato (con isolamento galvanico tra ingresso AC di rete e uscita 24 V DC) è la pratica corretta per applicazioni industriali. La maggior parte degli alimentatori industriali in barra DIN sono già isolati di serie. Per applicazioni critiche (sicurezza, qualità) verificare che l'alimentatore sia isolato e che la massa del 24 V DC sia gestita correttamente (tipicamente 0V flottante o collegato a terra in un solo punto del quadro).
No, è una soluzione esagerata e costosa. Un singolo alimentatore industriale 24 V DC da 5-10 A può alimentare facilmente 30-50 isolatori/convertitori FEMA. La pratica è installare un alimentatore di servizio in barra DIN nel quadro e distribuire il 24 V DC a tutti i dispositivi che lo richiedono via morsettiera. Per quadri molto grandi (100+ canali) può essere conveniente avere 2-3 alimentatori distribuiti per ridurre il cablaggio.
Se l'alimentazione esterna del convertitore I3P/I4P/I4E/I4L salta, il dispositivo si spegne completamente: il PLC riceve un segnale 0 mA (loop aperto) dall'uscita del convertitore. Tipicamente il PLC interpreta 0 mA o sotto 3,8 mA come "guasto loop" e va in allarme. Per applicazioni critiche dove la disponibilità del segnale è fondamentale, alimentare i convertitori da un UPS o da una rete di emergenza, e prevedere allarme di sotto-soglia nel PLC.
No, sono dispositivi fisicamente diversi non interscambiabili. Un CCT-100 loop powered non può essere "alimentato dall'esterno" nemmeno collegandogli 24 V (il suo circuito interno non lo prevede). Un I3P alimentato esterno non funziona se collegato come loop powered (il suo circuito di ingresso non è progettato per fornire corrente al sensore). Sostituire un dispositivo con l'altra tipologia richiede ricablaggio del quadro: sostituzione fisica del prodotto e revisione delle connessioni.
Dipende dalla disponibilità di tensione. Stazioni remote con batterie tampone tipicamente erogano 24 V DC nominali (con escursioni 22-28 V durante carica/scarica). I dispositivi loop powered FEMA (CCT-100 et al.) funzionano correttamente in questo range. I dispositivi alimentati esterni (I3P et al.) hanno alimentazione universale 18-265 V AC/DC, quindi funzionano anche a 22 V senza problemi. La scelta dipende quindi dalle stesse considerazioni di applicazione (devo solo isolare? Loop powered. Devo convertire una sonda? Alimentato esterno) indipendentemente dalla natura batteria/rete dell'alimentazione.
Vedi il cluster convertitori e isolatori di segnale per la guida completa alla gamma FEMA Electronica e la guida alla scelta del prodotto giusto per identificare il modello adatto alla tua situazione specifica.