Applicazioni settoriali MCA — Chimico e petrolchimico

Misura aria in impianti chimici e petrolchimici

Come scegliere strumentazione per aree non-ATEX e zone ATEX classificate — guida alla valutazione tecnica

Settore: chimico / petrolchimico — ATEX e non-ATEX

Applicazione verticale

Strumentazione corretta per il tuo impianto: prima la classificazione, poi la scelta

Negli impianti chimici e petrolchimici la misura della portata d'aria nelle condotte di ventilazione, estrazione e processo è spesso una necessità di sicurezza oltre che di efficienza. Ma la scelta dello strumento non può essere fatta guardando solo il processo chimico: va fatta guardando la classificazione dell'area di installazione, che è un documento tecnico del sito redatto secondo le norme ATEX europee.

Questa è la pagina che aiuta a fare questa distinzione. È volutamente "consulenziale": non ti propone un prodotto unico, ti aiuta a capire quale dei due è corretto per il tuo caso specifico. Perché installare uno strumento non certificato ATEX in zona classificata è una non-conformità grave ai sensi del D.Lgs. 81/2008 titolo XI-bis e può invalidare le polizze assicurative in caso di incidente. Installare uno strumento ATEX in area che non lo richiede è sicuro ma economicamente inefficiente.

MCA è distributore ufficiale Micatrone (sonde MFS-SS inox per chimico non-ATEX) e Pi Safety (piattaforma TR.Ex + IY.Ex per zone ATEX) in Italia. La duplice distribuzione non è casuale: è la copertura completa delle esigenze dell'industria chimica italiana, con la soluzione giusta per ogni contesto.

impianto chimico con strumentazione di processo

Impianti tipici coperti da questa applicazione

Le strumentazioni Micatrone MFS-SS e Pi Safety TR.Ex servono il mercato chimico italiano, dal laboratorio di ricerca al grande impianto petrolchimico, con la soluzione appropriata alla classificazione dell'area.

Chimica fine Petrolchimico Oil & gas Raffinerie Verniciatura industriale Farmaceutico con solventi Decapaggio Trattamento superfici Industria conciaria Abbattimento emissioni Biogas e bioenergie Depurazione chimica

🔍 La domanda chiave: è zona ATEX o no?

Tutto il processo di scelta dello strumento inizia da questa singola domanda. Rispondere bene — non in base al settore generico, ma in base al documento di classificazione del tuo sito — è il primo passo indispensabile.

Domanda 1

Il punto di installazione dello strumento ricade in zona classificata ATEX (0, 1, 2 per gas; 20, 21, 22 per polveri) secondo il documento di classificazione del sito?

NO — area non classificata

↓ Percorso non-ATEX

Anche se l'aria è chimicamente aggressiva (vapori acidi, cloruri, solventi non infiammabili, gas di processo), se l'area non è ATEX la soluzione è una sonda inox.

  • Verifica compatibilità chimica dell'AISI 316L con le sostanze presenti
  • Valuta temperatura di processo e concentrazioni
  • In casi estremi, materiali speciali (Hastelloy, titanio) su richiesta
→ Sonda Micaflex MFS-SS inox 316L

SÌ — area classificata

↓ Percorso ATEX

L'area ATEX richiede strumentazione certificata. Le sonde Micatrone standard non sono ammesse. Serve piattaforma con marcatura completa.

  • Verifica la zona specifica (0, 1, 2, 21, 22)
  • Identifica le grandezze da misurare (pressione, temperatura, portata, umidità)
  • Configura il sistema TR.Ex + IY.Ex appropriato
→ Piattaforma Pi Safety TR.Ex + IY.Ex

Non hai accesso al documento di classificazione? Contattaci per una valutazione preliminare. In casi complessi indirizziamo a consulenti ATEX qualificati della nostra rete per una classificazione formale secondo CEI EN 60079.

Le zone ATEX spiegate in modo pratico

Per chi non ha familiarità con la materia, riassumiamo qui il significato delle zone ATEX. Sono definite dalle norme CEI EN 60079-10-1 (gas) e CEI EN 60079-10-2 (polveri) e rappresentano il livello di probabilità di formazione di atmosfera esplosiva.

Zona Natura Definizione Esempi tipici
Zona 0 Gas / vapori Atmosfera esplosiva presente in continuo o per lunghi periodi Interno serbatoi di liquidi infiammabili, testa di colonne di distillazione
Zona 1 Gas / vapori Atmosfera presente occasionalmente durante funzionamento normale Aree attorno a valvole di sicurezza, punti di carico/scarico solventi, cabine verniciatura
Zona 2 Gas / vapori Atmosfera presente raramente e solo in caso di anomalia Aree perimetrali di zona 1, sale tecniche con presenza occasionale di perdite
Zona 20 Polveri Atmosfera presente in continuo o per lunghi periodi Interno di silos di polveri combustibili, filtri a maniche
Zona 21 Polveri Atmosfera presente occasionalmente durante funzionamento normale Aree attorno a scarichi, miscelazione polveri, insaccatrici
Zona 22 Polveri Atmosfera presente raramente e solo in caso di anomalia Aree perimetrali a zona 21, magazzini polveri combustibili

In pratica: zona 0 e 20 richiedono strumentazione di categoria 1 (massima sicurezza, sensori intrinsecamente sicuri); zona 1 e 21 richiedono categoria 2 (l'ambito più diffuso); zona 2 e 22 richiedono categoria 3. La piattaforma Pi Safety TR.Ex copre l'installazione del trasmettitore in zona 1, 2, 21, 22, mentre i sensori IY.Ex associati possono raggiungere zona 0.

I due percorsi di soluzione

Una volta chiarita la classificazione dell'area, la proposta tecnica segue uno di questi due percorsi. Nessuno dei due è "meglio" — sono semplicemente risposte diverse a situazioni diverse, e un impianto chimico complesso può avere aree dell'uno e aree dell'altro, anche nello stesso stabilimento.

Percorso A — NON ATEX

Sonda inox MFS-SS + trasmettitore Micaflex FD

Per aria chimicamente aggressiva in aree non classificate come esplosive

  • Sonda Pitot-media in acciaio inox AISI 316L (con molibdeno per resistenza a cloruri e acidi)
  • Trasmettitore Micaflex FD installato a parete in locale tecnico, fuori dalla condotta
  • Tubi di pressione in PTFE resistente chimicamente dalla sonda al trasmettitore
  • Uscita 4-20 mA standard o Modbus RTU verso BMS/PLC esistente
  • Materiali speciali (Hastelloy, titanio) disponibili per casi estremi (acidi concentrati ad alta temperatura, fluoridrico)
  • Accuratezza tipica di sistema ±2-3% del fondo scala
  • Costo significativamente inferiore rispetto alla soluzione ATEX a parità di diametro condotta
→ Vai alla pagina prodotto MFS-SS inox
Percorso B — ATEX

Piattaforma Pi Safety TR.Ex + sensori IY.Ex

Per zone classificate ATEX con atmosfere esplosive per gas o polveri

  • Trasmettitore universale TR.Ex certificato ATEX per installazione diretta in zona 1, 2, 21, 22
  • Marcatura completa II 2(1)G Ex eb mb ib [ia Ga] IIC T4 Gb per gas e II 2(1)D Ex tb ib [ia Da] IIIC T130°C Db per polveri
  • Sensori IY.Ex intercambiabili via connettore M12 certificato (pressione, temperatura, umidità, portata)
  • Sensori idonei a raggiungere zona 0 (la più critica)
  • Involucro inox o polimero composito SSPC, grado di protezione IP66
  • Nessuna barriera Zener richiesta nel quadro: semplifica cablaggio e riduce costi
  • Certificazione ATEX + IECEx, valida per installazioni in Europa e internazionali
  • Range di temperatura operativa -40°C a +70°C, adatto anche a installazioni outdoor e offshore
→ Vai alla pagina prodotto Pi Safety TR.Ex

Le sfide tipiche dell'industria chimica italiana

Da anni di lavoro sul mercato chimico italiano abbiamo identificato sei temi ricorrenti che complicano la scelta e la gestione della strumentazione di misura aria. Li raccogliamo qui perché riconoscerli aiuta a impostare bene un progetto fin dall'inizio.

Classificazione ATEX vecchia o assente

Molti stabilimenti chimici italiani hanno una classificazione ATEX redatta anni fa e mai aggiornata dopo modifiche di processo, o in alcuni casi hanno una classificazione incompleta o assente. Questo crea incertezza su quale strumentazione installare. La buona pratica è aggiornare la classificazione prima di interventi significativi sulla strumentazione, per essere sicuri di lavorare su basi solide.

Documentazione legacy

Confusione tra "aggressivo" e "ATEX"

Sono due cose diverse e tecnicamente indipendenti. Un reparto di decapaggio con vapori acidi è aggressivo ma non-ATEX. Un reparto di verniciatura con solventi infiammabili è sia aggressivo che ATEX. Un reparto di lavorazione polveri di zucchero è non particolarmente aggressivo ma ATEX. La distinzione cambia radicalmente la scelta dello strumento.

Comprensione concettuale

Retrofit strumentazione obsoleta

Stabilimenti con strumentazione ATEX di 15-25 anni fa, con trasmettitori in filo separati, barriere Zener dedicate, cablaggi complessi. Il retrofit verso piattaforme moderne (Pi Safety TR.Ex senza barriere aggiuntive) permette di semplificare il quadro, ridurre manutenzione e migliorare prestazioni. Ma richiede una analisi punto per punto dei punti di misura esistenti.

Modernizzazione impianto

Strumentazione non compatibile con il processo

Scelte di strumentazione fatte in passato senza verifica di compatibilità chimica: sonde in acciaio zincato in presenza di acidi, trasmettitori ATEX con guarnizioni non resistenti ai solventi, cavi non compatibili con le temperature di esercizio. Il risultato: strumenti che si guastano prematuramente o dati non affidabili. Una verifica tecnica in fase di scelta evita questi problemi.

Compatibilità materiali

Integrazione DCS/PLC complessa

Gli impianti chimici e petrolchimici hanno spesso sistemi di controllo complessi (DCS Honeywell, Emerson, Yokogawa, ABB; PLC Siemens, Rockwell) con protocolli specifici. La strumentazione ATEX deve integrarsi in modo trasparente. La piattaforma Pi Safety con uscite standard 4-20 mA e nessuna barriera aggiuntiva semplifica significativamente questa integrazione rispetto a soluzioni più datate.

Integrazione DCS

Multi-stakeholder sulla sicurezza

Ogni intervento su strumentazione ATEX coinvolge più ruoli aziendali: process engineering, instrumentation, HSE, ispettore aziendale ATEX, e in molti casi la direzione di stabilimento. La proposta tecnica deve essere comunicabile a tutti questi interlocutori, con una documentazione che spiega non solo "cosa si compra" ma "perché è la scelta corretta rispetto alla classificazione e al processo".

Governance sicurezza

Perché MCA è un interlocutore utile per questi progetti

La doppia distribuzione Micatrone + Pi Safety non è un caso commerciale fortuito: è una scelta strategica che riflette la copertura completa delle esigenze del mercato chimico italiano. Ecco cosa significa in pratica per chi lavora su progetti di strumentazione in questo settore.

Hai un progetto di strumentazione in ambiente chimico?

Inviaci la descrizione dell'applicazione: tipo di impianto (chimico, petrolchimico, oil & gas, verniciatura, altro), grandezza da misurare (portata aria, pressione, temperatura, umidità), classificazione dell'area (non-ATEX / zona specifica ATEX), sostanze presenti nell'aria, temperatura e condizioni operative. Se non sei certo della classificazione, indicaci il processo e le sostanze principali: ti aiutiamo a identificare la soluzione corretta prima dell'offerta. Per progetti complessi o retrofit su impianti esistenti possiamo organizzare un sopralluogo tecnico.

Domande frequenti su misura aria in impianti chimici

Cosa significa zona ATEX e chi la definisce?

ATEX (dal francese ATmosphères EXplosibles) è il termine che designa aree dove può formarsi un'atmosfera esplosiva per presenza di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili miscelati con l'aria. La classificazione in zone (0, 1, 2 per gas; 20, 21, 22 per polveri) è un documento tecnico obbligatorio per legge, redatto secondo le norme CEI EN 60079-10-1 (gas) e CEI EN 60079-10-2 (polveri) dal datore di lavoro del sito, tipicamente con supporto di consulenti specialisti. La classificazione definisce, zona per zona, il livello di rischio di formazione di atmosfera esplosiva e quindi il tipo di strumentazione e di impianti elettrici ammessi. È un documento che ogni stabilimento con rischio esplosione deve avere e tenere aggiornato.

Un impianto chimico è sempre ATEX?

No, è un fraintendimento comune. L'etichetta "chimico" non implica automaticamente rischio di esplosione. Dipende dalle sostanze manipolate: sostanze infiammabili (solventi organici, alcol, idrogeno, gas combustibili) creano zone ATEX; sostanze non infiammabili (acidi minerali, basi, sali, ossidanti non infiammabili) creano ambienti aggressivi ma non classificati ATEX. Esempi pratici: un reparto di verniciatura industriale con solventi è ATEX; un reparto di decapaggio con acido solforico diluito NON è ATEX. Un impianto di biogas è ATEX per presenza di metano; un depuratore acque è tipicamente non-ATEX nonostante l'ambiente aggressivo. La valutazione caso per caso è nel documento di classificazione del sito.

Cosa succede se installo uno strumento non-ATEX in zona ATEX?

È una non-conformità grave con conseguenze legali e di sicurezza. Legalmente: violazione del D.Lgs. 81/2008 titolo XI-bis sulla prevenzione rischi di esplosione, con sanzioni amministrative e possibili conseguenze penali in caso di incidente. Sicurezza: uno strumento non certificato può generare scintille, archi elettrici o superfici calde sufficienti a innescare un'esplosione. Assicurazione: le polizze di copertura richiedono conformità ATEX nelle zone classificate; un'installazione non conforme può invalidare la copertura in caso di incidente. Per queste ragioni la verifica della classificazione dell'area va fatta prima della scelta dello strumento, non dopo, anche se fosse solo per un dubbio.

Come si fa la classificazione ATEX di un'area?

La classificazione ATEX è un processo tecnico documentato che segue le norme CEI EN 60079-10-1 (gas) e CEI EN 60079-10-2 (polveri). Si identifica: quali sostanze infiammabili sono presenti (inventario), dove sono usate o immagazzinate (punti di sorgente), in che quantità e con che frequenza (grado di emissione), come è ventilato l'ambiente (dispersione). Da questi input si deriva la classificazione dei volumi attorno ai punti di sorgente: zona 0 (atmosfera presente in continuo o per lunghi periodi), zona 1 (presente occasionalmente durante esercizio normale), zona 2 (presente solo in caso di anomalia). Il documento risultante è la base legale per la progettazione impianti e la scelta strumentazione. È un lavoro da specialista ATEX.

Posso chiedere supporto a MCA per scegliere la soluzione corretta?

Sì, ed è un servizio che forniamo spesso. Quando un cliente ci contatta per una misura di portata aria in impianto chimico o petrolchimico, la prima cosa che chiediamo è la classificazione ATEX dell'area di installazione (o la conferma che l'area non è classificata). In base a questo orientiamo la proposta verso MFS-SS inox (per aree non-ATEX con aria aggressiva) o verso la piattaforma Pi Safety TR.Ex (per aree ATEX). Se il cliente ha dubbi sulla classificazione o non ha accesso diretto al documento del sito, possiamo dare supporto preliminare e, per valutazioni specialistiche, indirizzare a consulenti ATEX qualificati nostra rete. L'obiettivo è che la strumentazione installata sia tecnicamente e legalmente corretta per la situazione reale.

MCA è distributore ufficiale Micatrone e Pi Safety in Italia. Forniamo strumentazione per misura aria in impianti chimici, petrolchimici, oil & gas e farmaceutici con solventi, con consulenza sulla scelta tra soluzioni non-ATEX (sonde inox MFS-SS) e soluzioni certificate ATEX (piattaforma Pi Safety TR.Ex + IY.Ex). Supporto tecnico e messa in servizio in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e su tutto il territorio italiano.